Eli Stone è un cinico ed ambizioso avvocato che lavora per un importante studio legale di San Francisco. Dopo essere stato vittima di strane e bizzarre allucinazioni, scopre di avere un aneurisma al cervello. Quello che poteva sembrare un evento tragico, verrà interpretato da Eli come un segno del destino e cambierà radicalmente la sua vita, vedendo le cose in maniera diversa e affrontando la professione di avvocato con uno spirito più umano ed altruistico.
A me piace un sacco ^^ E' una persona buona, che fa la cosa giusta sempre, anche a costo di corrompere un giudice. Nonostante gli sia stato insegnato infatti a basarsi solo su prove vere per dimostrare le cose, come deve fare nel suo lavoro, egli arriva a fidarsi di una visione con una rockstar del pop. Gli dà ascolto, e il vedere nei cubi del bambino la scritta 'Make Peace George Michael' gli dà un'altra certezza su qual'era la cosa da fare. Difende Beth contro l'azienda farmaceutica e contro il suo stesso studio legale, e da qui comincia la sua pazza avventura ^^ A voi piace? Che ne pensate?
«Quando Re Liar muore nel quinto atto, sai Shakespeare che ha scritto? ha scritto "muore". Tutto qui, niente di più. Niente fanfare, niente metafore, nessuna brillante battuta finale. Il culmine del più importante lavoro della letteratura drammatica di tutti i tempi è "muore". C'è voluto Shakespeare, un genio, per escogitare un "muore". E quando mi capita di rileggere quella parola mi ritrovo totalmente sopraffatto dallo smarrimento. E lo so che è naturale sentirsi tristi, ma non per quella parola, ma per tutta la vita che c'è stata prima di quella parola»
«Quando Re Liar muore nel quinto atto, sai Shakespeare che ha scritto? ha scritto "muore". Tutto qui, niente di più. Niente fanfare, niente metafore, nessuna brillante battuta finale. Il culmine del più importante lavoro della letteratura drammatica di tutti i tempi è "muore". C'è voluto Shakespeare, un genio, per escogitare un "muore". E quando mi capita di rileggere quella parola mi ritrovo totalmente sopraffatto dallo smarrimento. E lo so che è naturale sentirsi tristi, ma non per quella parola, ma per tutta la vita che c'è stata prima di quella parola»